
Nell’ambito del nuovo filone investigativo, denominato “operazione GUFO 2013”, le Fiamme Gialle fiorentine hanno rilevato rapporti di affari illeciti tra gli Avignone ed affiliati alla “ndrina dei Paviglianiti”, che costituivano un ottimo e collaudato canale di rifornimento di cocaina per gli Avignone. La nuova organizzazione criminale, composta prevalentemente da soggetti di origine calabrese, attraverso una fitta rete di contatti con trafficanti sudamericani (dimoranti sia in Italia che all’estero) era capace di far arrivare regolarmente ingenti quantitativi di cocaina in Italia. Le indagini, svolte nell’arco di tre anni anche con l’apporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e dallo S.C.I.C.O. della Guardia di Finanza, hanno interessato, oltre all’Italia, vari Paesi sudamericani e tramite servizi di pedinamento ed osservazione nonché l’adozione di sofisticate metodologie di intercettazione hanno permesso di ricostruire le rotte del narcotraffico. La cocaina era occultata all’interno di doppifondi ricavati in container con carichi di copertura (banane) o nascosta in blocchi di marmo. Le “merci”, imbarcate nei porti di Callao in Perù e di Guayaquil in Ecuador, giungevano ai porti Italiani di Genova e Gioia Tauro (RC). Presso questi porti, in quattro distinti interventi, sono stati sequestrati 280 kg. di cocaina purissima che, una volta immessa sul mercato dello spaccio, avrebbe fruttato oltre 43 milioni di euro. Sottoposti a sequestro anche beni immobili e mobili (5 fabbricati – 5 autoveicoli – 1 motociclo – 2 ditte individuali e diverse partecipazioni societarie) nella disponibilità degli arrestati per complessivi 2 milioni di euro.



