
Il progetto che sarà al centro dell’intervista, ribattezzato PRE.C.I.S.A. (ovvero PREvenzione Cadute per un Invecchiamento Sano e Attivo), coinvolge le aziende sanitarie di Modena (l’Unità Operative di Medicina Riabilitativa, Geriatria e Neurologia del Nuovo Ospedale Civile S. Agostino-Estense a Baggiovara) e Reggio Emilia, ed è stato interamente finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.
Anche se in forma sperimentale, la ricerca applicata ha l’obiettivo di porre le basi per un trattamento preventivo delle cadute che, nel tempo, possa riuscire a far diminuire sensibilmente il fenomeno delle cadute e limitare i suoi effetti negativi sulla salute delle persone anziane. Finora, a Modena, sono stati ‘reclutati’ 48 over 65enni con problemi d’equilibrio. “In Emilia risiedono oltre 1 milione di ultra 65enni. Uno su tre – spiega il dottor Fabio La Porta, responsabile della ricerca – è considerato a ‘rischio’ di caduta. Con conseguenze anche molto serie per la sua salute, dal ricovero in ospedale fino alla perdita di autonomia. L’obiettivo di questo progetto è mettere a punto un trattamento personalizzato, sulla base di una valutazione clinica multidisciplinare, che permetta di prevenire quanto più possibile il fenomeno delle cadute, includendo, per la prima volta, anche gli anziani che sono in cura per patologie neurologiche come Parkinson o ictus”.
A MODENA
Nel 2013, in provincia, sono stati registrati 1.248 nuovi casi di ictus, l’85% dei quali ha interessato persone con più di 60 anni d’età. Nel 2014 le persone a cui è stato diagnosticato il morbo di Parkinson sono circa 2.400 (1.800 hanno più di 65 anni). Secondo quanto stimato dall’Istat, la percentuale di abitanti con età superiore o uguale a 65 anni, in provincia di Modena, a partire dal 2010, ha superato la soglia del 20%. Il solo capoluogo di provincia, ad oggi, assorbe più di un quarto della popolazione anziana residente. Tra 40 anni è previsto che il dato cresca di circa 10 punti percentuali.


