
«Le informazioni di questi giorni –spiega Donatella Prampolini Manzini- sono un’occasione per fare educazione e, invece, si sta diffondendo un allarmismo non giustificato. I dati dello studio, innanzitutto, partono da un consumo procapite molto superiore a quello italiano e non ci sono indagini che dicano puntualmente quale sia la soglia oltre la quale il consumo di carne rossa e carne lavorata può essere considerato potenzialmente cancerogeno».
«Se poi ci si prende il tempo per fare ricerche più approfondite –aggiunge Donatella Prampolini Manzini- si scopre che altri studi, di qualificati esperti, dicono che un modesto consumo di carne è salutare».
«Pertanto –conclude Donatella Prampolini Manzini- riteniamo che le informazioni di questi giorni debbano riacquisire lo spirito originario che non è quello di fare terrorismo, ma di stimolare una corretta educazione alimentare, dove gli eccessi, di qualsiasi natura, sono potenzialmente nocivi. Gli italiani sono tra le persone più longeve al mondo e la carne e i salumi hanno sempre fatto parte della nostra cultura. Ora sappiamo che è opportuno non eccedere nei consumi, ma questo non significa che ci si debba mettere in allarme come purtroppo sta accadendo in questi giorni».


