
L’aumento dei donatori è stato provocato principalmente dalle tante iniziative di sensibilizzazione e reclutamento che ADMO Emilia-Romagna ha realizzato tra i giovani, in particolare all’Università, adottando anche modalità innovative. “Per rendere il percorso più snello e aumentare la nostra capacità di intervento – ha spiegato la presidente Rita Malavolta – raccolta la disponibilità dei potenziali donatori, abbiamo scelto di fare i test su campioni salivari”.
Questa modalità è stata utilizzata per ben 3.398 nuovi donatori, il 67% dei nuovi reclutati. Ma per ridurre i tempi di inserimento effettivo nel Registro nazionale è stata assunta anche un’altra decisione: “D’intesa con la Regione – prosegue Rita Malavolta – sono stati progressivamente concentrati gli esami nel laboratorio del Sant’Orsola, tagliando sia i tempi sia i costi per ogni singolo test. Nella collaborazione che abbiamo sperimentato qui troviamo grandi opportunità di crescita”.
“Questi risultati – ha spiegato il direttore generale del Policlinico Mario Cavalli – sono il riconoscimento del grande lavoro compiuto dai volontari e della collaborazione che si è instaurata in questi anni con noi e con tutte le istituzioni interessate”. Parole di apprezzamento per la collaborazione che si è instaurata anche da parte del presidente della Regione Stefano Bonaccini: “Presto sottoscriveremo – ha spiegato intervenendo all’Assemblea – la convezione tra ADMO e Regione, che sarà accompagnata da una riorganizzazione del sistema finalizzata ad aumentare l’efficienza del sistema stesso e l’eliminazione delle liste d’attesa”.
L’Associazione Donatori di Midollo Osseo Emilia-Romagna (www.admoemiliaromagna.it), conta circa 200 volontari attivi, e ha come scopo principale informare la popolazione sulla possibilità di combattere le leucemie, i linfomi, il mieloma e altre neoplasie del sangue attraverso la donazione e il trapianto di midollo osseo. L’Assemblea dei soci ha confermato alla presidenza Rita Malavolta e ha nominato il nuovo consiglio direttivo, nel quale sono entrati molti giovani già attivi come volontari sul territorio regionale, segno della volontà di potenziamento associativo e desiderio di investire sul futuro.


