
I tempi cambiano e la domanda di Leo Turrini è sorta spontanea: “perché la Ferrari non vince più?”. “Cambiano i regolamenti – ribatte il “Baldo” – e la struttura “Ferrari” ha difficoltà nel recepire il più velocemente possibile queste trasformazioni. C’è poi l’aspetto delle persone che mutano continuamente quando invece occorre un team unito come ai tempi di Jean Todt e Ross Brawn”. “Per vincere manca anche un pilota come Michael Schumacher….”, rileva Leo Turrini. “Un pilota timido – fa notare il “Baldo” – e questo, probabilmente, era dovuto l’apparire come un uomo distaccato e che non hai mai imparato a parlare in italiano. Forse era un suo schermo di protezione anche per il timore che aveva sulle interpretazione che potevano dare su di lui tutte le persone che gravitavano nel mondo della Formula Uno. Ad ogni modo – avvalora Luca Baldisserri – era un “grande” soprattutto sotto l’aspetto umano e mi chiedeva, ogni settimana, come procedevano i lavori sulla macchine a Maranello e sul team dei meccanici. Aspetto umano che oggi è quasi sparito dal mondo delle corse”.
Luca Baldisserri, ha deciso di lasciare il Cavallino Rampante per seguire Lance Stroll, pilota canadese di Formula 3 e nuovo collaudatore della Williams F1. Segue anche Mick Schumacher, figlio diciassettenne del grande campione tedesco, che nel novembre dell’anno scorso è venuto a Maranello per lavoro e fare qualche giro di pista sulle orme del padre Michael. “Mi piace vedere questi giovani crescere, vincere e – termina il “Baldo” – possibilmente arrivare ad un team di Formula Uno. Mick ha un cognome “pesante” e soli 17 anni. Io sono ormai fuori dal circo della Formula Uno. Non mi ci ritroverei più in un mondo dove attualmente ci sono due team dominanti e e con una differenza troppo alta con tutti gli altri. E questo allontana anche il grande pubblico ”.




