
Le consolidate collaborazioni con i “neo Nobel” sono la gratificazione dell’impegno che da anni i ricercatori del FIM di Unimore pongono nei loro studi su fisica della materia, nano-fisica, sulle proprietà elettroniche dei solidi e sulla fisica delle superfici e del grafene. I fisici di Unimore sono da anni attivi nel settore dei “materiali topologici” che stanno attuando una vera rivoluzione nel campo della conduzione senza dispersione. Infatti, i materiali topologici sono isolanti nel volume, ma conduttori al bordo, e la corrente è trasportata senza dissipazione, proprio a causa dell’ordine topologico che è in grado di proteggere gli stati elettronici, ovvero di renderli insensibili al disordine e all’ambiente esterno. Un aspetto fondamentale quando si vogliono sfruttare gli stati quantistici per codificare in modo stabile l’informazione e sviluppare così computer quantistici.
“E’ oggi possibile realizzare fasi topologiche in modo controllato. Ci siamo dedicati – afferma la prof.ssa Franca Manghi, professore di fisica della Materia a Unimore – allo studio dei materiali topologici proprio prendendo le mosse dagli studi di Duncan Haldane, uno dei tre Nobel 2016. Negli anni 80 Haldane aveva suggerito, su basi puramente speculative, la possibilità di ottenere comportamenti topologici che solo successivamente sono stati realizzati in laboratorio. I fisici del dipartimento FIM del nostro Ateneo sono da sempre all’avanguardia sulla fisica della materia, e specificamente sulla nano-fisica, sulle proprietà elettroniche dei solidi e sulla fisica delle superfici e del grafene. Recentemente il FIM ha acquisito competenza anche nel campo della fisica teorica delle interazioni fondamentali. E proprio la sinergia tra queste diverse competenze ha permesso al gruppo di fisica teorica del FIM di produrre importanti pubblicazioni nel campo degli isolanti topologici e coinvolgere studenti e dottorandi nello studio di questi stati esotici della materia”.





