
Ma non solo: stando alle prime risultanze investigative dei carabinieri della stazione di Luzzara, che hanno indirizzato ora le attenzioni investigative sulla coppia di amici per comprendere la portata del loro losco giro d’affari, i 2 truffatori andavano avanti da tempo riuscendo a raggirare numerose altre persone di varie province italiane. Nelle more che le indagini chiariscano questo aspetto con l’accusa di truffa in concorso i carabinieri della stazione di Luzzara hanno denunciato alla Procura reggiana i 2 truffatori. Tra le vittima del raggiro (sicuramente molte di più visto che il proprietario di casa si è detto esausto di ricevere la visita di vacanzieri convinti di trovare la casa per poi scoprire di essere truffati) un’impiegata 45enne di Luzzara.
I carabinieri della locale Stazione a cui la donna ha formalizzato la denuncia sono riusciti a risalire ai due responsabili del raggiro. La tecnica usata era sempre la stessa: un annuncio trappola associato a un numero telefonico a cui rispondeva una rassicurante voce maschile per affitti di case al mare in Romagna nel mese di agosto, la promessa dell’invio un contratto da sottoscrivere previa ricezione della caparra e la truffa era servita. Quando infatti l’utente non vedendo giungere il contratto chiamava per aver chiarimenti i falsi locatari, che nel frattempo avevano incassato la caparra, sparivano nel nulla. I militari, grazie a mirate indagini anche di natura telematica, sono risaliti agli odierni indagati scoprendo peraltro che la truffa alla donna reggiana non era l’unica portata a compimento dai due. Il fenomeno delle truffe “Casa per vacanza”, che consiste nell’offrire, tramite internet, un appartamento per le vacanze a prezzi convenienti, facendo leva sulla voglia di “risparmio”, è in continua crescita.
Pertanto, per evitare spiacevoli sorprese, i Carabinieri raccomandano di diffidare: dai prezzi troppo convenienti; da chi ha troppa premura di concludere “perché c’è un altro interessato al periodo”; da chi è troppo propenso a concedere sconti o ridurre troppo l’acconto; da chi si presenta come privato ma ha troppe casa da affittare; da chi non dispone di fotografie degli interni dell’abitazione. Buona norma sarebbe in via prioritaria verificare i contatti dell’annuncio o quelli utilizzati (nominativo, numero di telefono, indirizzo email, iban o numero carta ricaricabile) mediante una semplice ricerca in internet associando il termine “truffa” e indicando le utenze telefoniche , qualcuno potrebbe averlo già scoperto ed averlo recensito negativamente!

