
Rimane comunque alta la platea delle persone che cercano lavoro: sono 127,8mila nel terzo trimestre 2016 , pur in calo (dell’ 8,2%) rispetto al terzo trimestre 2015.
“Il quadro di fondo può indurre ad un tiepido ottimismo , e come sindacato che ha partecipato alla costituzione della rete nata con il Patto per il Lavoro che unisce imprese, sindacati, enti locali, università e terzo settore possiamo dire di aver fatto la nostra parte per costruire le basi di promozione dello sviluppo economico, sostegno alle imprese, lotta alle crisi aziendali e nuova occupazione. Ma nella fotografia scattata dall’Istat esistono comunque note dolenti. In gran parte, si tratta di occupazione non a tempo indeterminato e nel computo dei lavoratori sono inserite anche le persone che sono “assoldate” a voucher. Inoltre , in Emilia-Romagna sono ancora alle stelle le autorizzazioni per la cassa integrazione”: puntualizza Tullia Bevilacqua , segretario generale dell’ Ugl dell’Emilia-Romagna.
Ed in effetti, secondo i dati diffusi dall’Ufficio statistica del Comune di Bologna, città che bene rispecchia l’andamento regionale, la cassa integrazione aumenta del 10% ad ottobre 2016 rispetto a ottobre 2015 e segna un + 0,77% nei primi 10 mesi dell’anno rispetto ad un -13,92% registrato a livello nazionale.
E mentre la cassa integrazione vola, e l’anno scorso nei primi 9 mesi dell’anno i posti fissi erano aumentati di 40.160 unità in Emilia-Romagna complice anche il taglio degli sgravi contributivi previsti dal Jobs Act, stavolta l’aumento è stato molto più risicato: tra assunzioni, cessazioni e trasformazioni, il saldo è positivo ma solo di 2.766 unità. E adesso le imprese non potranno più godere delle agevolazioni del Jobs act.
Al contrario, non conoscono crisi i voucher: ne sono stati emessi 13,6 milioni, il 33,6% in più dell’anno scorso. L’Emilia Romagna è la terza Regione più «voucherizzata » d’Italia.
“Come sindacato a livello regionale e nazionale abbiamo denunciato l’abuso di questo strumento. Si calcola che i lavoratori che prestano opera con i voucher in Emilia-Romagna siano almeno 162.000, un popolo di precari, soprattutto giovani, donne e migranti che sono costretti a lavorare per 7,5 euro netti (10 euro lordi) all’ora, ma senza alcuna tutela o diritti, come: la malattia, la disoccupazione, le ferie etc. Una prassi che ci ha visto in pressing sul governo per modificare il sistema. Richiesta in parte accoltaa settembre con la modifica delle modalità di comunicazion e l’introduzione di un regime sanzionatorio in relazione alle violazioni. Non basta … e continueremo la nostra lotta per far sì che vengano smascherati gli abusi e sanzionati i datori di lavoro che speculano su chi ha più bisogno, ovvero: giovani che si affacciano per la prima volta al mercato del lavoro e disoccupati, soprattutto”: conclude il segretario generale del sindacato Ugl dell’Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua.



