
SRM, Agenzia della mobilità che autorizza i servizi di Trasporto Pubblico Locale (TPL) del quale anche il car sharing fa parte, ha svolto un primo approfondimento e riceverà il mandato di avviare la procedura per l’istituzione di un servizio di car sharing sperimentale a flusso libero. La delibera inviata dalla giunta al Consiglio comunale precisa che l’obiettivo è promuovere politiche di mobilità sostenibile per favorire la trasformazione del possesso dell’auto in uso della stessa, in modo da consentire di rinunciare alla proprietà della macchina privata, individuale o familiare, ma non alla flessibilità delle proprie esigenze di mobilità. E’ un servizio che nel tempo è cresciuto ed è oggi erogato da numerose imprese private. L’avviso pubblico in preparazione avrà lo scopo di invitare gli operatori privati a valutare l’opportunità di investire sulla città di Bologna e conterrà alcuni indirizzi la cui cornice è contenuta nel documento licenziato oggi dalla giunta. Per esempio, il servizio dovrà utilizzare tecnologie di ultima generazione in modo che gli utenti possano gestire tutte le fasi della prenotazione e della riconsegna del mezzo attraverso applicazioni su smartphone.
Le tariffe dovranno essere convenienti per spostamenti relativamente brevi in ambito urbano, e le auto dovranno essere offerte all’utenza in maniera capillare in ambiti urbani, centrali, a domanda elevata. E’ stata ipotizzata anche una dimensione per il car sharing di seconda generazione: nel periodo di sperimentazione di cinque anni, che comincerà dalla sottoscrizione successiva alla pubblicazione del bando, del primo contratto di servizio, il parco veicolare dovrà attestarsi intorno al numero di 400-600 auto complessive.
I prossimi passi sono un incontro con le organizzazioni sindacali del Trasporto pubblico di linea e le categorie Taxi-NCC, una consultazione con gli operatori attivi in altre realtà nazionali per calibrare meglio i contenuti del bando. Oltre ad avviare questo iter, la giunta dà mandato a SRM anche di individuare un canone concessorio a carico dei gestori del car sharing privato, da modularsi secondo la ecocompatibilità dei veicoli (quelli elettrici, per esempio, avranno il canone più basso), e che la somma sia introitata da SRM e destinata come integrazione della contribuzione regionale e locale in favore del Trasporto Pubblico Locale di linea.



