
Un apposito gruppo di ricerca, formato da ricercatori del Dipartimento di Ingegneria e del Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche, è già al lavoro per mettere a punto materiali “autolubrificanti”, ovvero materiali di nuova concezione che abbiano caratteristiche di basso attrito, bassa usura, anti-adesione, idrorepellenza ecc., in grado di operare in assenza di fluidi lubrificanti.
Questa condizione è richiesta in importanti settori industriali come il biomedicale, l’agroalimentare, l’aerospaziale. L’attenzione è rivolta a materiali che consentono di operare in condizioni “ostili” cioè estreme da un punto di vista meccanico, chimico e termico.
Il finanziamento della Fondazione sarà utilizzato per acquistare nuove ed avanzate strumentazioni scientifiche mentre l’Università finanzierà gli assegni di ricerca per le competenze necessarie. L’obiettivo, una volta acquisite le strumentazioni, è quello di fare progredire significativamente le conoscenze in questo settore e di attivare collaborazioni per attività di trasferimento tecnologico con aziende del territorio.
Tra gli aspetti positivi del progetto “Joint Tribo-Lab” c’è anche il rafforzamento della sinergia tra figure professionali relativamente distanti: da un lato fisici e scienziati delle scienze “dure”, dall’altro ingegneri e addetti alla ricerca applicata e al trasferimento tecnologico.


