
“Esiste evidentemente un problema educativo che coinvolge le famiglie dei giovani che si avvicinano allo sport, spesso con un eccesso di aspettative da parte dei loro genitori.
Non è un caso che quando avvengono gli episodi più clamorosi, siano prima di tutto i ragazzi a supplicare i propri genitori di smetterla: papà, se fai così mi vergogno.
E’ necessario quindi che le società sportive si attrezzino per diventare sempre di più vere e proprie agenzie educative offrendo percorsi che coinvolgano tutta la famiglia, non solo i giovani atleti. Per imparare, insieme, a rispettare l’avversario, a giocare con i compagni, ad affrontare la competizione con correttezza, a godersi lo sport e i suoi valori.
Le società sportive e le associazioni di promozione del nostro territorio fanno già tanto sul fronte della formazione e possono contare su tecnici e dirigenti preparati, solitamente molto attenti anche a essere un esempio di lealtà sportiva per i più giovani.
Di fronte al ripetersi di questi episodi che coinvolgono i genitori, quindi, a loro va chiesto lo sforzo ulteriore di coinvolgere maggiormente le famiglie nel percorso di crescita che si intraprende con i ragazzi delle scuole calcio. Insomma – conclude l’assessore Guerzoni – anche i genitori hanno bisogno di allenamento per comportarsi davvero da adulti”.




