
Della missione, che ha lo scopo di consolidare le relazioni con la Repubblica Araba Saharawi Democratica e di verificare lo stato di attuazione dei progetti di cooperazione realizzati negli ultimi anni, fanno parte rappresentanti della Regione, dei Comuni (oltre a Modena anche Parma e Ravenna) e di associazioni di solidarietà con il popolo Saharawi, come la modenese Kabara Lagdaf.
Insieme al patto di amicizia, l’assessore Bosi ha confermato anche l’impegno di ospitalità e di collaborazione con il popolo Saharawi che “da troppo tempo vive in una situazione di stallo dal punto di vista della politica internazionale e che chiede anche a noi di aiutarlo a rompere il muro di silenzio sulla vicenda di un popolo pacifico che rivendica pacificamente il diritto alla propria autodeterminazione”.
La popolazione saharawi convive con problemi gravi come la carenza di acqua (in media dispone di meno della metà dell’acqua necessaria secondo i parametri internazionali), di un’alimentazione adeguata e di un’opportuna assistenza sanitaria.
Come ha sottolineato Bosi, molti dei progetti avviati grazie al contributo delle comunità di Modena e dell’Emilia Romagna, tra i quali il soggiorno di bambine e bambini presso famiglie modenesi e i controlli sanitari ai quali sono sottoposti, vanno appunto nella direzione di alleviare questi problemi e di contribuire concretamente a migliorare le condizioni di vita della popolazione.





