La Procura di Bologna ha aperto due fascicoli su altrettanti casi di maltrattamenti in famiglia. In questi giorni sono infatti giunte due segnalazioni in cui si parla di ragazzine straniere picchiate dai familiari o comunque costrette a subire soprusi perchè innamorate di un ragazzo italiano.

Una relazione che i parenti non condividono e che dunque osteggiano con qualsiasi mezzo, violenza compresa.

Per tale ragione, la Procura ha invitato tutti gli organi preposti, a partire dai servizi sociali, a usare una particolare cautela e sensibilitàquando si capisce che l’origine del contrasto èproprio la rivendicazione da parte della figlia di vivere una vita come tutti gli altri ragazzi della sua età

Al momento gli episodi all’esame degli investigatori della squadra mobile sono due, uno accaduto a Imola e l’altro a Bologna.
A Imola la
polizia l’ha scoperto all’inizio di luglio in seguito all’ennesima lite in famiglia tra la ragazza e i suoi familiari. Probabilmente qualche vicino ha chiamato il 113 e una volta sul posto gli agenti del commissariato di Imola sono stati bravi a fiutare cosa era accaduto nonostante il tentativo dei parenti di minimizzare. Approfondendo sono riusciti a raccogliere degli elementi che la Procura ha ritenuto sufficienti per iscrivere sul registro degli indagati il padre, il fratello e il congnato della ragazza che dovranno rispondere di violenza privata, maltrattamenti e lesioni volontarie in concorso. ”Dal rapporto – fanno
sapere gli inquirenti – si evince una condotta oggettiva a impedire alla ragazza di vivere quella storia”.
Più o meno analoga la situazione emersa a Bologna all’inizio di agosto. In questo caso la vittima è anche minorenne. Probabilmente pure
stavolta la polizia lo ha scoperto durante un intervento per una lite in famiglia. Una volante del commissariato Santa Viola è giunta sul posto e
ha stilato un dettagliato rapporto che è costato l’iscrizione nel registro degli indagati del padre della ragazzina per maltrattamenti e minacce. Del
caso è stata anche interessata la Procura presso il Tribunale per i minorenni.

“Pochissimi casi che costituiscono un preoccupante segnale di incomprensione tra padri rigorosi e ragazzine giovani che frequentano la
società che le circonda – dicono in Procura – E’ una tematica per ora limitata a pochi casi, ma occorrerà che gli organi preposti, servizi
socili e Procura per i minorenni, abbiano particolare sensibilità nel valutare se c’è qualche rischio”.