
Il piroscafo Oria, una nave di 2000 tonnellate requisita dai tedeschi, salpò l’11 febbraio 1944 da Rodi per il Pireo. A bordo c’erano più di 4000 prigionieri italiani che si erano rifiutati di aderire al nazismo o alla RSI dopo l’8 settembre, 90 militari tedeschi e l’equipaggio norvegese. Il 12 febbraio, a causa di una tempesta, il piroscafo affondò a Capo Sounion. I soccorsi consentirono di salvare solo 37 italiani, 6 tedeschi, un greco e 5 uomini dell’equipaggio. Solo nel 1955, nel corso delle operazioni di recupero del ferro del relitto, furono ritrovati i corpi di 250 naufraghi, ora sepolti nel Sacrario dei caduti d’Oltremare di Bari. I resti degli altri naufraghi sono ancora dispersi.
Il sindaco di Venegono Inferiore Mattia Premazzi ha scritto una lettera all’assessore Virginia Gieri ringraziando il Comune di Bologna per l’intitolazione; di questa località in provincia di Varese era nativo uno dei dispersi, Cesare Tenti.



