
Pesanti come un macigno le accuse mosse allo “stalker in erba” accusato di atti persecutori aggravati per aver posto in essere, con condotte reiterate, minacce e molestie nei confronti di una 20enne reggiana (con la quale era intercorsa una relazione affettiva durata due anni e conclusasi lo scorso mese di febbraio) cagionandole un perdurante e grave stato d’ansia e paura per la propria incolumità e dei suoi familiari costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita. Accusa a cui devono aggiungersi quelle di esplosioni pericolose e danneggiamento aggravato in relazione alla deflagrazione della bomba carta lanciata contro la casa dell’ex.
L’episodio piu’ grave la notte del 9 aprile scorso quando intorno alle 23,25 il minore, al fine di commettere il delitto di atti persecutori, lanciava una bomba carta sul balcone dell’appartamento dell’ex ragazza danneggiando 2 armadietti posti sul balcone stesso e il telaio dell’infisso esterno della finestra. Un grave atto intimidatorio che ha visto da subito i carabinieri della stazione di San Polo d’Enza indirizzare le attenzioni investigative nei confronti del minore a carico del quale i militari hanno acquisito una serie di incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine ai reati di atti persecutori aggravati, esplosioni pericolose e danneggiamento aggravato.
La stessa Procura per i minori concordando con le risultanze investigative dei carabinieri richiedeva ed otteneva l’odierno provvedimento cautelare di natura coercitiva che veniva eseguito dai militari che conducevano il 17enne in una comunità. Alla base della condotta delittuoso del minore il voler a tutti i costi chiarire con l’ex ragazza delle questioni che lo vedevano impossibilitato a mettersi in contatto con lei che aveva bloccato il suo profilo di whatsapp e che non gli rispondeva piu’ al telefono. La sera prima dell’attentato il minore con altra utenza era riuscito a mandare un messaggio all’ex “preannunciando” cosa poi è accaduto la sera del 9 aprile: “…..rispondimi altrimenti prende il sopravvento la rabbia che ho dentro……”. Rabbia culminata dopo 24 ore con il lancio della bomba carta contro l’abitazione della vittima.



