
Nel dicembre 2016, grazie a un accordo siglato tra Presidenza del Consiglio dei ministri, Regione Emilia-Romagna e Comune di Carpi, si è arrivati a uno stanziamento di 1 milione di euro, 500 mila finanziati dalla Presidenza del Consiglio e altri 500 mila euro dalla Regione, per la valorizzazione del Campo di Fossoli, realizzando un centro visitatori con un museo multimediale, un luogo di studio, un laboratorio didattico e uno spazio espositivo e per il recupero delle parti originarie della struttura. Nell’ex Campo si registrano circa 30.000 visitatori all’anno, costituiti prevalentemente da studenti e gruppi di scuole. “L’impegno per ricordare uno dei luoghi simbolo della memoria di questa regione–aggiunge il presidente Bonaccini- si è poi concretizzato nel settembre 2017 in un contributo di 3,5 milioni di euro per il recupero e la valorizzazione di questo sito, stanziati dal Ministero col piano strategico Grandi progetti beni culturali”.
“Purtroppo assistiamo a una recrudescenza di atti che riportano la memoria a un periodo buio della nostra storia- sottolinea Bonaccini-: sempre più spesso registriamo l’esposizione di simboli che si rifanno al fascismo e al nazismo, discriminazioni su basi razziali che non possono esistere, così come non sono accettabili la superficialità e la facilità con cui si evocano. Sono segnali che non possiamo sottovalutare. Le istituzioni e la società civile devono fare argine, ribadendo la forza della democrazia e della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e dalla lotta di Liberazione, un impegno che deve essere costante e caratterizzare ogni nostro gesto quotidiano. Anche per questo, per non scordare il nostro passato, abbiamo approvato una legge regionale sulla Memoria del Novecento, unica nel panorama nazionale, finanziando attività e progetti di ricerca, formazione e divulgazione di istituti, enti storici e Comuni dell’Emilia-Romagna”.
Costruito nel 1942 dal Regio Esercito per imprigionare i militari nemici, nel dicembre del 1943 Fossoli fu trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in Campo di prigionia e dal marzo del 1944 diventa Campo poliziesco e di transito, utilizzato dalle SS tedesche come anticamera dei lager nazisti. I circa 5mila internati politici e razziali che passarono da Fossoli ebbero come destinazioni i campi di Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Dachau, Buchenwald, Flossenburg e Ravensbrück. Nel 1996 è nata una Fondazione con lo scopo di diffondere la memoria storica, attraverso la conservazione e valorizzazione del Campo.




