
La difesa ha sostenuto infatti che non ci fossero gli estremi per l’aggravante, poiché non c’è stata una riduzione ad uno stato di inferiorità della ragazza poiché aveva assunto alcool volontariamente.
“Indipendentemente che l’assunzione di alcool sia avvenuta volontariamente o no, la ragazza era sicuramente in una condizione in cui non era possibile autodeterminarsi e di questo gli aggressori erano consapevoli e ne hanno approfittato.
Pur rispettando le sentenze, riteniamo necessario modificare la normativa sulla violenza sessuale, ampliando la possibilità di riconoscere le aggravanti anche in caso di alterazione da alcool assunto dalla vittima, e facciamo in tal senso appello al Parlamento. In coerenza con la Convenzione di Istanbul che prevede di prevenire, combattere e punire ogni forma di violenza nei confronti delle donne, riteniamo che vada punito al massimo grado ogni atto di violenza e sopraffazione verso le donne”.
(Coordinamento Donne Cgil Modena)




