
La lettera con cui il Provveditorato Interregionale per le opere Pubbliche di Lombardia ed Emilia-Romagna – dopo il tragico crollo del ponte Morandi a Genova – aveva chiesto a Province e Città metropolitane di indicare “i principali interventi ritenuti necessari, classificati in ordine di priorità sulla base di una valutazione di rischio e corredati da una scheda tecnica nella quale siano evidenziati sia gli elementi tecnici che le presumibili provviste economiche necessarie” era arrivata a Palazzo Malvezzi il 20 agosto.
A tempo di record i tecnici della Città metropolitana hanno prodotto tutti i materiali necessari indicando le 18 opere che necessitano di interventi tra i 580 ponti di competenza.
“Questo – spiega il consigliere delegato alla Viabilità Marco Monesi – è stato possibile anche perché da noi il controllo dei ponti con ispezioni visive non è scattato dopo la terribile tragedia di Genova ma era attivo da tempo.
Dall’inizio del 2018 abbiamo inoltre un catasto dei ponti, digitalizzato negli anni scorsi e da mesi è stato avviato un processo di aggiornamento e sistematizzazione delle informazioni disponibili.
E sui ponti più vecchi o sui quali abbiamo riscontrato problemi si effettuano controlli. Il monitoraggio sul Ponte Nuovo sul fiume Reno tra Pieve di Cento e Cento chiuso nei giorni scorsi – per esempio – aveva portato ad approfondimenti tecnici già dallo scorso anno.
Oltre al ponte già chiuso al traffico – prosegue Monesi – non abbiamo dunque altre situazioni di emergenza perché, pur nelle difficoltà finanziarie e di personale degli anni scorsi, abbiamo sempre tenuto sotto controllo le nostre opere.
Contiamo che il Governo, con questa richiesta, passi dalla fase degli annunci a quella dei fatti stanziando le risorse che chiediamo anche perchè degli interventi per “allungare la vita” a ponti con oltre 50 anni di età sono, in prospettiva, comunque necessari”.
Questa la descrizione dei livelli di priorità di intervento:
1. Urgente
Struttura caratterizzata da uno stato manutentivo e di danno critico, diffuso e profondo già evidenziato da monitoraggio e successive verifiche tecniche.
Struttura che non garantisce livelli di sicurezza adeguati e costituisce un rischio per l’incolumità dell’utenza. Necessaria chiusura al traffico e interventi di consolidamento prima della riapertura.
2. Alta
Struttura su cui si rileva uno stato di danno e degrado esteso non trascurabile, ma che non presenta un rischio di collasso a breve. È necessario valutare se istituire delle limitazione di massa al transito, ma non si ritiene necessaria la completa chiusura. Sono necessari ulteriori controlli, monitoraggi e interventi di consolidamento al fine di adeguare la struttura ai carichi e alle azioni previste dalla normativa.
3. Media
Struttura caratterizzata da uno stato di danno medio-moderato. Garantisce adeguati livelli di sicurezza al transito, ma è necessario mettere in atto interventi di riparazione e/o consolidamento al fine di impedire l’evolversi e l’intensificarsi del quadro dei difetti e dei danni prima che si raggiunga un livello di sicurezza e fruibilità inadeguato, prolungando la sua vita utile.
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L’elenco completo delle 18 opere segnalate al Governo





