
“L’indagine, che copre un periodo che va dal 2012 al 2017, ha confermato tutti i tratti tipici di un sistema di appalti già consolidato nel territorio: evasione fiscale (l’accertamento supererebbe in questo caso i 3 milioni di euro), sfruttamento del lavoro (lavoratori sottopagati e costretti a lavorare in condizioni degradanti) e stretti collegamenti tra le aziende coinvolte. Gli appalti, che dovrebbero essere svolti da società strutturate e in piena autonomia imprenditoriale, sono svolti invece con una semplice somministrazione di manodopera alle aziende committenti”.
“Quest’ultima indagine della Guardia di Finanza, dopo quelle precedenti del 2014 e del 2015, serve a riportare tutti alla realtà – dichiara Marco Bottura della Flai/Cgil di Modena. Il sistema degli appalti illeciti di manodopera, basato su evasione fiscale e sfruttamento dei lavoratori, si consolida e si diffonde nel nostro territorio come in altre parti d’Italia. Bene ha fatto la Guardia di Finanza a non abbassare l’attenzione e bene ha fatto la Procura ad applicare la Legge 199/2016 per il contrasto al caporalato che, in questo caso, sarebbe il primo esempio di applicazione in una realtà industriale. Continua invece a mancare la responsabilità sociale delle imprese committenti, le grandi industrie alimentari che di fatto sanno benissimo quello che accade negli appalti interni di manodopera e che vogliono espellere il sindacato perché sanno che è un presidio di legalità”.




