
Peraltro, le imprese giovanili aumentano solo in Trentino-Alto Adige, mentre la flessione maggiore si è avuta in Toscana. L’andamento delle imprese giovanili è analogo a quello emiliano-romagnolo in Lombardia (-3,2 per cento), ma leggermente più pesante in Veneto (-3,5 per cento) e in Piemonte (-3,9 per cento).
Ambiti di attività economica. La crisi dei settori tradizionali ha colpito particolarmente le imprese giovanili. Crollano le imprese delle costruzioni (-594 unità, -9,4 per cento). L’andamento negativo nei servizi è più marcato nel settore del commercio (-396 imprese, -5,1 per cento) e assai lieve nell’aggregato di tutti gli altri settori dei servizi (-55 imprese, -0,5 per cento). La perdita nell’industria è più contenuta della media (-47 unità, -2,2 per cento). Contrariamente alla tendenza prevalente tra le altre imprese, tra i macro-settori crescono solo le imprese giovanili attive nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+73 imprese, +3,2 per cento). Nei servizi spicca l’aumento delle attività professionali, scientifiche e tecniche.
La forma giuridica. La riduzione è da attribuire all’ampia flessione delle ditte individuali (-984 unità, pari a -4,2 per cento). La caduta più rapida delle società di persone (-10,2 per cento, pari a 224 unità) è effetto dell’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata, che sostiene la crescita delle società di capitale (+225 unità, +5,1 per cento).




