
In particolare l’arrestato, S.M., classe 1999, è indiziato di avere, nel maggio del 2018, preso di mira un minore che veniva seguito, gettato a terra con uno sgambetto, colpito con pugni al volto e trattenuto a terra con forza, premendolo con un ginocchio; il tutto al fine di appropriarsi dello zaino che la giovane vittima aveva con sé.
La tentata rapina veniva consumata nel primo mattino mentre la vittima e gli aggressori si stavano dirigendo, rispettivamente, verso i propri istituti scolastici e si innesta in una preoccupante escalation di episodi criminali consumati nella prima metà del 2018 da parte di giovani (minori o appena maggiorenni) in danno di coetanei.
La Squadra Mobile di Reggio Emilia, nell’ambito dell’operazione denominata “Branco”, di cui il presente arresto rappresenta il tassello finale, poneva quindi fine agli episodi criminali traendo in arresto, complessivamente, otto persone (quattro maggiorenni e quattro minori) gravemente indiziati di numerose rapine.
Il modus operandi era, di regola, sempre lo stesso: il gruppo si coagulava intorno ad una preda, alcuni fungevano da palo ed altri, invece, aggredivano, dapprima verbalmente, e poi, fisicamente, le vittime, giovanissimi coetanei, spesso minori, utilizzati come “bancomat”.



