
La Spagna rappresenta uno dei mercati fondamentali per Digital Design: un mercato da presidiare, per rafforzare ulteriormente la già solida presenza del Gruppo – attivo con una sede nel distretto ceramico di Castellón dal lontano 1981 – con l’obiettivo di cementare i rapporti in essere con tutti i principali player e di aumentare il business.
“La domanda per un design di qualità e progetti sempre più elaborati – conferma Elena Pellesi, AD di Digital Design – è in costante crescita. Il mercato ceramico spagnolo è sicuramente maturo e consapevole: la qualità estetica della produzione è quindi molto elevata. In più, la storia e la forte propensione dei produttori locali al rivestimento spiega la forte attenzione e la centralità dedicata alla parte decorativa”.
Anche se gli investimenti in nuove linee produttive, dopo il boom degli ultimi tre anni, stanno conoscendo un rallentamento in Spagna, sul fronte della grafica e della ricerca estetica non si registrano cali, in quando ogni azienda è impegnata costantemente nel rinnovo delle collezioni e nell’introduzione di novità estetiche. La presenza dei professionisti di Digital Design a Cevisama, affiancata dal personale tecnico e commerciale di SITI B&T Group, sottolinea la grande attenzione del gruppo non solo nei confronti del mercato spagnolo ma di tutti i visitatori tradizionali della fiera, provenienti da Nord Africa, Turchia, Sud America (in particolare Brasile e Messico) e anche dal Far East.
“Anche se le previsioni per il settore macchine per ceramica non sono rosee – commenta Giorgio Severi, Direttore Generale SITI B&T Iberica – riteniamo che i principali produttori ceramici spagnoli continueranno a programmare investimenti tecnologici per mantenere l’attuale eccellente rapporto qualità/prezzo che li sta premiando nei mercati internazionali. Anche i produttori medio-piccoli dovranno adeguarsi agli standard produttivi per non perdere efficienza e competitività”.
Le principali richieste delle aziende spagnole riguardano l’efficienza energetica delle macchine termiche (a cominciare da forni ed essiccatoi), in quanto l’incremento stimato al +20% del costo del gas impone la massima attenzione proprio al risparmio energetico. Altre richieste riguardano forni più grandi e ad alta produttività per piastrelle di grande formato (fino a 60×180 cm), con l’obiettivo di aumentare il numero di metri quadrati prodotti per operatore.




