
“Da anni Cia chiede azioni importanti verso la semplificazione degli adempimenti burocratici – sottolinea Cristiano Fini, presidente di Cia – Agricoltori italiani dell’Emilia Romagna – riteniamo quindi che anche la Regione Emilia Romagna possa fare la sua parte: con questo decreto va nella giusta direzione. I Caa sono centri altamente specializzati e possono fornire un valido contributo alle aziende agrituristiche”.
In pratica i Centri di assistenza agricola assistono l’imprenditore nella compilazione dell’istanza di abilitazione all’esercizio dell’attività agrituristica, utilizzando i moduli cartacei o con procedura informatica attraverso il portale “Suap”, quindi trasmettono l’istanza compilata, sottoscritta e corredata da tutta la documentazione allo Stacp (Servizio Territoriale agricoltura, caccia e pesca) di competenza che rilascerà il protocollo.
Inoltre i Centri provvedono ad effettuare le verifiche e l’istruttoria finalizzate ad accertare che l’impresa richiedente sia in possesso dei requisiti previsti dal titolo I “Agriturismo e attività connesse” in base alla Legge regionale e che l’attività dichiarata dall’imprenditore sia sufficiente allo svolgimento dell’attività agrituristica richiesta. Infine i tecnici consegnano la ‘relazione di istruttoria’ alla Regione di competenza che – dopo aver riscontrato la completezza dell’istanza e del verbale redatto dal Caa entro 45 giorni dalla data di protocollazione dell’istanza – rilascia la certificazione relativa al rapporto di connessione tra attività agrituristica e attività agricola, e iscrive l’operatore agrituristico nell’elenco regionale.



