Circa 300 fra quadri e delegati sindacali di Cgil, Cisl e Uil modenesi hanno preso parte all’Attivo unitario di stamattina per discutere il documento su
sviluppo, welfare, qualità del lavoro e ammortizzatori sociali, contrattazione.

I temi che i Sindacati metteranno al centro del confrontocon il Governo che si avvia oggi, e sui quali è partita in queste settimane la tornata di assemblee in tutti i luoghi di lavoro della provincia e nelle leghe dei pensionati.
Erano presenti all’Attivo i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Donato Pivanti, Francesco Falcone e Luigi Tollari e dopo un nutrito e partecipato
dibattito, le conclusioni sono state affidate al segretario confederale nazionale Cisl Renzo Bellini.

Al centro delle proposte del documento unitario e dei numerosi interventi, la crescita economica e sociale di qualità del nostro Paese, con attenzione
alla sostenibilità ambientale e allo sviluppo governato del territorio. Senza sviluppo di qualità, infatti, il nostro sistema produttivo non potrà
essere competitivo e saranno di meno le risorse da ridistribuire. A proposito del surplus di entrate di cui tanto si parla, netta è la posizione dei Sindacati. “Se c’è surplus di entrate da distribuire questedevono andare alle famiglie povere (l’11% vive sotto la soglia di povertà e il 9% appena sopra), ai pensionati e ai lavoratori dipendenti” ha detto il segretario della Cisl Bellini. “Dobbiamo sostenere i consumi delle famiglie, perché l’Italia ha ripreso a crescere, ma i consumi interni continuano a diminuire” ha aggiunto Bellini.

“Le imprese hanno già avuto –
ha proseguito Bellini – e devono utilizzare risorse interne da reinvestire”, mentre la distribuzione del supergettito deve essere
destinata a sostenere il miglioramento del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni minime, a politiche per il lavoro e alla riforma degli
ammortizzatori sociali, al superamento dello scalone, a investimenti produttivi e in servizi dello stato sociale, risorse per ricerca,
istruzione e formazione, per la non autosufficienza.

La difesa dei salari e delle pensioni passa anche attraverso una politica dei redditi concertata con gli Enti locali, su fisco, tariffe, prestazioni
sociali. Ed è per questo che anche a Modena Cgil, Cisl e Uil sono stati impegnati e continueranno a contrastare politiche di aumenti fiscali (che vanificano a livello locale gli effetti ridistribuitivi della Finanziaria) e a delineare soluzioni alternative per la riqualificazione della spesa pubblica, ridefinendo priorità e contrastando gli sprechi, puntando anche
al miglioramento di costi, tariffe e qualità dei servizi locali, alla partecipazione della lotta contro evasione e lavoro irregolare, ad una
drastica riduzione dei costi della politica.

Sulle pensioni si chiede di introdurre più equità con il superamento dello “scalone” previsto dalla legge Maroni dal 1° gennaio 2008 e il ripristino
delle flessibilità previste dalla Riforma Dini. Netta è la contrarietà alla modifica dei coefficienti di trasformazione che determinerebbero pensioni
troppo basse soprattutto per i giovani, mentre si deve puntare ad estendere diritti e tutele ai precari con la copertura contributiva dei periodi di
discontinuità lavorativa. Altrettanto ferma è la richiesta di rivalutazione delle pensioni in essere.

Sul mercato del lavoro, per Cgil, Cisl e Uil rimane centrale la lotta alla precarietà e la stabilizzazione dell’occupazione sia nel pubblico che nel privato attraverso un piano di legislatura. “Un lavoratore flessibile deve
costare di più all’impresa – ha puntualizzato Bellini – mentre deve essere
messo in campo un moderno sistema di ammortizzatori sociali che accompagni
da lavoro a lavoro come nei paesi europei più avanzati”. Fondamentale rimane anche la lotta al lavoro nero e sommerso e il rafforzamento del
ruolo della contrattazione.

In merito alla riforma della pubblica amministrazione, i Sindacati confermano i contenuti del Memorandum firmato a gennaio con il Governo condividendo la necessità di un’amministrazione più efficace, più snella e
trasparente per gestire servizi e funzioni di qualità crescente, puntando essenzialmente su valorizzazione del lavoro pubblico, superamento della precarietà e rinnovo dei contratti.

“Se le nostre proposte non saranno accolte” sono state le conclusioni dei sindacalisti “non ci faremo condizionare dal colore della cravatta del
governo e non risparmieremo nulla, neppure lo sciopero”.