Il nostro Comune sembra incapace di tenersi stretti i servizi più importanti, quelli legati alla salute. Prima è stato chiuso l’Ospedale di Formigine, senza nemmeno aspettare che fosse operativo il presidio di Baggiovara. Poi l’Amministrazione di Centro-sinistra si era assunta l’impegno, poi disatteso, di mantenere a Formigine almeno un punto di Pronto Soccorso. In seguito l’attuale Amministrazione ha accettato pure che fosse spostato il servizio del 118 da Formigine a Baggiovara.
Non deve meravigliare quindi se oggi, che i dirigenti del servizio sanitario di Modena hanno deciso di mettere la parola fine al servizio di ospedalizzazione domiciliare, il nostro Sindaco non ha sollevato alcuna obiezione, quasi non fosse lui il responsabile della salute dei cittadini.
Si tratta di un servizio rivolto a pazienti con patologie gravissime, spesso terminali, che ha conseguito ottimi risultati nell’assistere oltre 300 pazienti, rendendo loro più dignitoso e sopportabile il trapasso ed offrendo, oltre alle terapie necessarie, sostegno morale ai famigliari che soffrivano per le condizioni dei loro cari.
L’equipe, denominata Unità Cure Continue (UCC), formata da un medico, una psicologa e alcune infermiere specializzate, in grado di far risparmiare inutili ricoveri urgenti di pazienti terminali, cesserà presto la propria attività. Anzi, di fatto, è già stato soppressa in quanto non le vengono più assegnati nuovi pazienti ed il medico è stato deferito ad altro incarico. Sarà sostituita dal SADI (Servizio di Assistenza Domiciliare Infermieristica) dove il supporto medico si dice sarà garantito da 7/8 medici di base che non potranno garantire lo stesso servizio in quanto non collegati direttamente al presidio ospedaliero e ai laboratori di analisi, e che saranno costretti a scaricare negli ospedali i pazienti che necessitano di respiratore ed i pazienti oncologici più gravi. L’AUSL assicura che il servizio vedrà aumentare il numero di infermieri senza specificare dove verranno reclutati visto che tutte le strutture sanitarie ed ospedaliere sono sott’organico.
La verità è che la qualità di vita già difficile dei malati peggiorerà, dovendo rinunciare a vivere l’esperienza della malattia a casa propria e costretti all’ospedalizzazione nelle “lungodegenze”.
E tutto questo quando il Ministro Turco invita ad incentivare le sperimentazioni sulle cure palliative.
E allora viene da pensare male. Forse che i malati terminali “rendono poco” e le strutture ospedaliere, soprattutto quelle legate al privato, reputano più opportuno investire le loro risorse in altri ambiti?
Intanto i Sindaci del distretto della ceramica colpevolmente tacciono.
(Il Capogruppo della Lista Civica per Cambiare,
Stefano Bavutti)


