
Secondo l’accusa, con domande suggestive e suggerendo le risposte durante le sedute, avrebbe convinto una minore di essere stata abusata sessualmente dal padre e dal socio, radicando nella minore un netto rifiuto nell’incontrare il padre, il quale venne dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale, con provvedimento emesso dal Tribunale per i Minorenni di Bologna nell’ottobre 2017. L’accusa è frode processuale: lo psicologo avrebbe dunque alterato lo stato psicologico e emotivo della minore, per ingannare i giudici. Il caso era già al centro dell’inchiesta; il nuovo provvedimento nasce da una valutazione dei video prodotti dalla difesa a sua discolpa, ritenuti invece di chiara valenza accusatoria.




