Dalla vittoria al Gran Premio di Roma nel maggio del 1947 che inaugura il mito della Ferrari fino a Juan Manuel Fangio che dieci anni dopo vince il suo quinto e ultimo campionato del mondo a bordo di una Maserati. E’ questo il filo conduttore della mostra fotografica allestita al Museo della Figurina di Modena da domani al 22 luglio dal titolo “RomboModena – 1947-1957: il decennio d’oro dell’automobilismo modenese. L’eco di trionfi e tragedie dall’archivio della Gazzetta dello Sport”.
La rassegna, realizzata dal Fotomuseo Giuseppe Panini e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con il Patrocinio de “La Gazzetta dello Sport”, racconta con immagini come in questi dieci anni Ferrari e Maserati abbiano dominato in tutto il mondo con le loro automobili e con i campioni che le guidano, occupando stabilmente le pagine del più importante quotidiano sportivo italiano.
Le immagini selezionate dal corpus in possesso del Centro Documentazione RCS Quotidiani raccontano la prima età dell’oro dell’automobilismo modenese, quando le due marche che si contendevano il primato mondiale insieme alla Mercedes avevano sede a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra e si affrontavano quotidianamente senza esclusione di colpi nelle prove sul circuito dell’Autodromo.
La mostra narra non solo le vittorie mondiali delle due case costruttrici, ma anche la storia minuta ma non per questo meno importante dell’automobilismo a Modena, città che a questo sport ha garantito un impulso fondamentale. L’esposizione, curata dal direttore del Fotomuseo Paolo Battaglia e con l’introduzione del giornalista de “La Gazzetta dello Sport” Elio Trifari, consente inoltre di rendere giustizia alla storia dell’automobilismo modenese, la cui ricostruzione sconta un “saccheggio” sistematico degli archivi locali da parte di collezionisti ed estimatori che tra gli anni ’60 e ’80 hanno acquistato questi materiali portandoseli spesso fuori dall’Italia.
L’immagine dell’inizio dei lavori dell’Autodromo assurge a simbolo di questa spoliazione: come giustamente dice la didascalia si tratta di un evento che “i modenesi ricorderanno per sempre”, ma fino ad oggi di quel ricordo si era persa la testimonianza visiva. Così come molto significativa è la foto del terribile incidente che il 15 giugno del 1961 costò la vita a Giulio Cabianca e ad altre persone travolte dal bolide schizzato sulla via Emilia dopo che il pilota ne aveva perso il controllo su una curva dell’autodromo: è un evento che scuote profondamente la città e che ancor oggi è ricordato con sgomento.
La mostra offre inoltre una preziosa occasione di approfondimento dell’opera di Ferruccio Testi, fotoamatore modenese attivo fino agli anni ’50, corrispondente della Gazzetta dello Sport e di altri periodici sportivi. Testi era amico di Enzo Ferrari, nonché frequentatore dei Maserati e della famiglia Orsi che dal 1937 subentrò ai fondatori nella gestione della casa del Tridente. Ma Testi era in buoni rapporti anche con Tazio Nuvolari il “mantovano volante” come lo definisce egli stesso sul retro di alcune foto: conoscenze insomma che permettono al fotocronista di offrire uno sguardo estremamente documentato dall’interno dell’ambiente di uno sport nel pieno del suo vigore, sostenuto com’era anche dal regime fascista che in esso ritrovava “l’ispirazione vitalistica, figlia della cultura dell’ardimento e della retorica del rischio”.
Ciò che emerge in primo luogo sono le grandi vittorie delle case automobilistiche modenesi sui circuiti di tutto il mondo e le vicende dei tanti piloti che in quel decennio hanno riempito con le loro gesta le pagine della Gazzetta dello Sport. Come non ricordare Tazio Nuvolari che sfiorò l’ultima grande impresa di una carriera irripetibile nella Mille Miglia del 1948; Alberto Ascari che fu il primo a portare alla Ferrari il campionato del mondo di Formula 1; Eugenio Castellotti, che da astro nascente dell’automobilismo italiano dopo avere dominato la Mille Miglia del 1956, perì in un incidente all’Autodromo di Modena nel marzo del 1957; Juan Manuel Fangio vincitore di 5 campionati del mondo di Formula 1. Tutte storie che sono raccontate con immagini di grande impatto emotivo che restituiscono il sapore di uno sport che in quel periodo conobbe la sua definitiva consacrazione grazie alle imprese di Ferrari e Maserati.



