
Il gruppo di 85 studenti, guidati dai loro insegnanti Alberto Buffagni Alberto, Stefania Debbi, Maria Cristina Gregori, Patrizia Troni e Lorenza Zinani, hanno percorso le strade del centro storico di Reggio Emilia ricercando le pietre e proponendo un momento di riflessione su di ognuna di esse ricordando chi nell’intento degli aguzzini doveva essere destinato all’oblio.
L’uscita è arrivata a conlusione di un percorso di riflessione sulla deportazione degli ebrei reggiani iniziato dagli studenti a novembre con la lettura in classe del testo di Andrea Delmonte “Chiedilo al vento”, seguito da un incontro con l’autore e da un momento di approfondimento sulla cultura ebraica tenuto dalla prof. Lucia Musi.
La mattinata si è conclusa con la visita al ghetto ebraico della città e alla sinagoga.
Qui i ragazzi sono stati accolti dalle suggestive note di Schindler’s list suonate magistralmente dal violino di Stefano Orsini; inoltre hanno osservato la spoliazione e il silenzio della sinagoga guidati dalle riflessioni della prof. Musi.
Infine, come segno di speranza, Anastasia Greci ha ricordato la figura della bisnonna Maria Fioroni, che nella sua casa di Costabona, a rischio della vita, si è prodigata per proteggere la famiglia ebrea dei Padoa e per questo ha ottenuto nel 2019 il riconoscimento nel giardino virtuale dei giusti (Gariwo).




