
Le maschere, intese come personaggio, hanno una storia e una tradizione lunga che si tramanda da migliaia di anni. Dalla maschera atellana, ai giorni nostri, passando attraverso la Commedia dell’Arte, i caratteri sono sempre precisi, ben individuabili e soprattutto veritieri. Con il passaggio dalla Commedia dell’Arte al teatro goldoniano c’è stato un profondo e netto cambiamento nella scrittura e nella rappresentazione della società: ogni personaggio, e ogni maschera, ha infatti l’intento di raccontare il proprio ceto sociale.
I personaggi e le maschere sono dunque realmente esistenti, come la figura stessa della nostra locandiera La donna descritta non può, dunque, provenire solamente dall’ immaginazione e l’autore non può di certo essere riuscito a vedere la condizione della donna manager del nostro tempo. Come una donna emancipata dei tempi odierni, infatti, Mirandolina è un personaggio forte, autoritario, che forse causa la morte del padre, con una gran voglia di vivere e di giocare.
Tutti i personaggi indossano maschere ben caratterizzate: il Conte e il Marchese sono due buffoni che rispecchiano l’alta società decaduta, il cavaliere ipocrita e ingannevole mente soprattutto a sé stesso, e infine il cameriere Fabrizio rispecchia il popolo.
Quest’ultimo grazie alla sua natura, è indubbiamente il personaggio più crudo e di conseguenza più sincero e onesto di tutta la vicenda.
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