
In attesa della prossima udienza, prevista il 7 marzo, la comunità Alma Mater manda un abbraccio virtuale a Patrick, sperando in una risoluzione positiva e tempestiva di questa vicenda che ha coinvolto l’intero mondo universitario, non solo italiano.
Nel corso delle ultime settimane, infatti, la comunità accademica internazionale ha accolto e sostenuto senza esitazioni l’appello dell’Università di Bologna per la difesa, in ogni sede, e con ogni strumento, del diritto alla libertà individuale, dei diritti politici e per la tutela della libertà d’espressione.
“In queste settimane – afferma il Rettore Francesco Ubertini – abbiamo ricevuto un ampio e vivo sostegno dal mondo universitario italiano ed europeo. Questa grande comunità chiede ora con fermezza alle istituzioni di continuare a seguire da vicino la vicenda di Patrick Zaky, mettendo in campo tutte le azioni possibili per arrivare rapidamente ad un esito positivo”.
Patrick è iscritto a un master del programma Erasmus Mundus, il master Gemma, e in quanto tale è testimone di un’Europa aperta, di quella libera circolazione di persone e pensieri che tanto hanno dato e continuano a dare per la costruzione di una società più equa e umanamente ricca. Patrick è un nostro studente, un nostro compagno di studi, un nostro allievo, e sopra ogni altra cosa è un cittadino dell’alma universitas: una comunità accademica che in quanto tale non può conoscere frontiere nazionali, non dovrebbe subire divisioni culturali né tantomeno temere che non siano rispettati i diritti della persona”.




