
Nella provincia di Reggio, a fronte della confisca definitiva di ingenti patrimoni criminali, per motivi legati alle tempistiche delle sentenze, nessun bene è ancora stato assegnato a un ente pubblico e di conseguenza destinato a finalità sociali. Per questo la Consulta, che ha come coordinatore istituzionale il Comune capoluogo, ha ribadito la volontà di farsi portavoce del proprio territorio, mettendosi a disposizione e al fianco delle istituzioni coinvolte, dagli enti pubblici fino all’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati, per poter supportare e sollecitare i provvedimenti di assegnazione e con questo dare un chiaro segnale, anche da un punto di vista politico, di lotta alla criminalità mafiosa attraverso la restituzione alla collettività di un bene confiscato.
All’incontro tenutosi martedì scorso, oltre a tutti i rappresentanti dei soggetti che partecipano alla Consulta, era presente anche Stefania Pellegrini, professore associato di Sociologia del diritto e del corso Mafie e antimafia all’Università di Bologna e membro del comitato scientifico della Consulta provinciale per la legalità, alla quale i rappresentati dei Comuni di Montecchio e Brescello hanno sottoposto quesiti tecnici rispetto a come attivarsi per entrare in possesso delle proprietà confiscate.
La Consulta provinciale per la legalità è nata nel giugno 2018 per costituire una sede permanente di confronto sui temi del contrasto alla criminalità organizzata e della promozione alla cultura della legalità. È articolata in tre tavoli tematici di cui uno è dedicato appunto ai beni confiscati alla mafie ed è coordinato da Manuel Masini di Libera Reggio Emilia. La Consulta è promossa da Comune e Provincia di Reggio Emilia, ne fanno parte le Unioni dei Comuni Bassa reggiana, Colline matildiche, Terre di mezzo, Tresinaro Secchia, Val d’Enza, Pianura reggiana e Unione montana dei Comuni dell’Appennino reggiano, Camera di Commercio di Reggio Emilia, le associazioni di categoria, i sindacati e il Forum del Terzo settore. Invitati permanenti sono le forze dell’ordine e gli enti/istituzioni del territorio impegnati sui temi dell’antimafia e della promozione della legalità.




