
Molti dei circa 200 lavoratori infatti risiedono nei comuni confinanti, come Monzuno e Marzabotto, ed è forte la preoccupazione che gli amministratori esprimono per il destino di molte decine di famiglie, in un momento oltre tutto già di per sé difficile per la pandemia.
I sindaci chiedono a Regione Emilia-Romagna e Governo centrale di sostenere la posizione dei lavoratori, in una vertenza con l’azienda che si annuncia decisiva per il destino economico dell’Appennino bolognese e si dicono disponibili a ogni confronto per scongiurare la perdita di questi preziosi posti di lavoro.



