
L’incontro ha sigillato la disponibilità dell’Azienda Sanitaria ad impegnarsi per effettuare investimenti sull’implementazione ed il potenziamento dei Servizi Sanitari all’interno del Distretto Ceramico. I Sindaci hanno riconosciuto e ribadito l’importanza di collaborare con l’Ausl per la salute dei cittadini del loro territorio ma chiederanno comunque, con l’Azienda sanitaria, un incontro con i vertici politici della Regione Emilia-Romagna per riequilibrare gli investimenti nella sanità.
Alla luce dei dati economico finanziari presentati nei recenti incontri della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, i Sindaci evidenziano una disparità di trattamento tra i tre territori in cui è suddivisa la provincia di Modena, per quanto riguarda gli stanziamenti di risorse e gli investimenti che il Servizio Sanitario Regionale ha intenzione di effettuare nel quinquennio 2020-2025.
All’Area Sud verrebbero destinati 6.387.000 euro, esclusi gli investimenti passati e futuri sull’ospedale di Sassuolo che non sono esplicitati in queste cifre, a fronte di un monte risorse pari a 278.089.580 euro (2,7%).
I Sindaci ricordano che l’“Area Sud” comprende tre distretti sanitari: oltre quello di Sassuolo, anche quelli di Vignola e Pavullo, che ospitano complessivamente il 35% dei residenti della Provincia di Modena (oltre 250mila persone su 700mila).
Afferma Francesco Tosi, Presidente dell’Unione: “Da anni l’Area Sud chiede interventi e strumenti indispensabili non tanto per aumentare ma anche solo per mantenere e migliorare gli ottimi servizi offerti ed aprire nuovi reparti, come ad esempio la terapia intensiva presso l’Ospedale di Sassuolo. Sappiamo quanto, in tempi di emergenza Covid-19, sia stato fondamentale aumentare i posti disponibili nelle terapie intensive per assicurare un servizio sanitario efficace, ma non si comprende come questa impostazione possa non valere per l’area Sud. Senza risorse è impensabile ottenere strumenti o mantenere servizi efficienti e, quelle che il Servizio sanitario Regionale ha intenzione di impegnare per i prossimi 5 anni nell’area Sud non sono solamente insufficienti ma assolutamente sbilanciati rispetto al resto della Provincia”.
Si è ribadito inoltre, anche alla luce dell’emergenza covid, in occasione della quale le Unità speciali di continuità assistenziale e i servizi infermieristici distrettuali hanno garantito la presa in carico dei pazienti non ricoverati, l’importanza di potenziare i servizi territoriali e domiciliari in risposta ai bisogni di tutti i cittadini, in particolare dei più fragili.




