
“Le attività del commercio e della ristorazione sono già sottoposte a rigidi protocolli di sicurezza, che vengono rispettati. Nuove restrizioni o chiusure avrebbero un costo economico e sociale insostenibile, mettendo in ginocchio le attività economiche e i pubblici esercizi, già molto provati da questo difficile periodo. Occorrono più controlli in merito al rispetto dei protocolli di sicurezza per coniugare la salute di chi lavora e dei clienti, che è ovviamente la priorità, alla tenuta del tessuto imprenditoriale. Siamo i primi a essere preoccupati per l’aumento dei contagi – prosegue Rossi – In particolare ad esempio per i pubblici esercizi non è però la chiusura anticipata di bar, locali e ristoranti, che hanno già dimostrato ampio senso di responsabilità, la soluzione. Inoltre, con l’arrivo del freddo e del brutto tempo, sarebbero sufficienti pochi controlli per evitare assembramenti notturni esterni, che sono molto più legati alle vendite abusive di bevande che andrebbero contrastate e sanzionate e alla “malamovida”, quella che si svolge dopo la chiusura dei locali. Se si vuole dare un segnale di maggiore sicurezza, si possono inserire ulteriori semplificazioni, come definire un numero massimo di persone a un tavolo, in modo da chiarire ulteriormente che non sono possibili feste di qualsiasi genere. Ci aspettiamo che venga data la possibilità di concordare con la Regione, come già fatto per il Protocollo regionale, regole semplici, attuabili, che garantiscano sicurezza sanitaria e la sopravvivenza delle attività”, conclude il Presidente Confesercenti Modena.




