
“In questo momento così difficile per il commercio con chiusure forzate e un calo del fatturato in piena stagione che non ha precedenti – riprende la presidente Licom -, vendere in promozione non appena si può riaprire suona come un controsenso, ma d’altronde il cliente che oggi entra in negozio si aspetta di trovare i saldi di gennaio, inoltre le grandi catene e il mondo dell’e-commerce già vendono in promozione e dunque anche per noi è necessario correre ai ripari. E’ anche necessaria però una chiarezza maggiore: i Dpcm che si susseguono creano forte disorientamento nei clienti e forti difficoltà nella gestione di un esercizio commerciale in un momento di per sé drammatico, e al tempo stesso i codici Ateco permettono ad alcune tipologie di rimanere aperti e costringono altri a chiudere senza un criterio oggettivo, anche su questo occorre maggiore chiarezza. Poi c’è la concorrenza dell’online che, bontà sua e solo per fare qualche esempio, può consegnare anche nei giorni festivi o in quelli ‘rossi’, mentre noi dobbiamo rimanere chiusi per decreto, e spesso usano la parola saldi, mentre se un negozio mette la parola saldi sulla vetrina anche solo un giorno della partenza ufficiale, prende mille euro di multa. La mancanza di regole certe e di una tassazione equa per i giganti del web fa danni e non possiamo stare a guardare mentre il commercio al dettaglio va in rovina. Servono regole certe, una volta per tutte, che tutelino la categoria e occorre trattare in modo equo i colossi della rete sia fiscalmente che a livello di contribuzione e retribuzione dei dipendenti”.




