
La piccola, nata il 2 marzo scorso all’Ospedale Franchini di Montecchio al termine di una gravidanza a decorso normale, aveva presentato subito alla nascita, in maniera del tutto inaspettata, un’insufficienza respiratoria con dispnea severa e progressiva e impossibilità di ossigenazione adeguata. Solo il pronto e tempestivo intervento del pediatra-neonatologo, che ha provveduto alla rianimazione cardiopolmonare con intubazione endotracheale della bimba, ha permesso di superare le difficoltà cliniche e consentirne la stabilizzazione.
La neonata è stata trasportata d’urgenza con il Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale al Santa Maria Nuova dove è stata immediatamente sospettata la presenza di una malformazione laringea che impediva la respirazione. L’immediata consulenza del dottor Ghidini, ha confermato attraverso l’effettuazione di una fibro-laringoscopia la presenza di una voluminosa cisti che impediva il regolare flusso respiratorio. Durante il decorso post-operatorio la bimba, sempre assistita dal personale della Neonatologia in sinergia con i genitori, ha iniziato ad alimentarsi dapprima attraverso un sondino nasogastrico e poi direttamente al biberon. E’ stata quindi dimessa in ottima salute e in allattamento al seno.
“L’assistenza neonatologica in sala parto che riusciamo a garantire anche negli ospedali provinciali – mette in evidenza Gargano – è di altissimo livello e in questo caso ha evitato esiti negativi sulla piccola. La piena integrazione con Otorinolaringoiatri e Anestesisti ha fatto il resto consentendo di effettuare un intervento chirurgico che fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile. Un grande ringraziamento a tutti i professionisti coinvolti e gli auguri più cari alla bambina e alla famiglia”.
“Si trattava di una rara malformazione delle vie aeree – spiega Ghidini – una cisti sacculare laterale sinistra che occludeva quasi completamente la laringe. L’intervento chirurgico è stato eseguito per via micro-endoscopica con tecnica laser miniinvasiva. In tal modo è stato possibile asportare la massa e quindi consentire alla piccola di tornare a respirare regolarmente già in seconda giornata postoperatoria. Questi interventi, assai delicati perché eseguiti su pazienti in età neonatale, sono possibili solo grazie all’affiatamento all’interno di un team chirurgico-anestesiologico-neonatologico-infermieristico, ma in questo caso specifico va sottolineato il valore imprescindibile del grande lavoro in squadra che è iniziato al momento della nascita in un ospedale periferico e ha portato, attraverso step perfettamente coordinati alla risoluzione del problema nel centro hub”.
In foto da sinistra Gargano, Iannella, Ghidini



