
Nel concreto, si tratta della gestione di un appartamento in coabitazione da parte di massimo quattro utenti in carico ai due servizi interessati; esperienza pensata per un periodo medio-breve (un anno, eventualmente prorogabile a due anni), al fine di sperimentare le capacità dei singoli e consentire lo sviluppo della maggiore autonomia possibile. Tra i destinatari, rientrano persone con programmi residenziali in atto, per le quali l’inserimento in un appartamento di transizione abitativa può comportare una reale opportunità evolutiva; persone che vivono in famiglia e necessitano di interventi di supporto all’autonomia, finalizzati ad un percorso stabile e consolidato di uscita dall’ambiente familiare; persone che vivono sole o sono in condizione di disagio abitativo, la cui condizione di solitudine rischia di aggravare il quadro clinico e sociale.
Nella stessa seduta, è stato approvato il protocollo operativo tra l’Unione dei Comuni e l’Azienda Usl per la realizzazione di progetti socio-riabilitativi, d’inserimento o reinserimento lavorativo, rivolti a persone con patologia psichiatrica o dipendenza da sostanze.
I progetti riguarderanno una sessantina di persone, alcune delle quali saranno indirizzate presso laboratori di produzione sociale, e la maggior parte presso aziende e realtà no profit del territorio. In questo modo, si favoriscono i processi d’integrazione, di sensibilizzazione e di riduzione del pregiudizio attraverso la diffusione di una cultura in cui l’esperienza lavorativa passa attraverso la costruzione del ruolo sociale, soddisfa la domanda di partecipazione e socialità, costituisce fonte di apprendimento e di abilità sociali.



