Abbiamo letto che da più parti giunge la sollecitazione rivolta all’Ateneo di dotarsi di un “Codice Etico”. Apprezziamo che su questa materia ci sia chi in questi mesi si è mosso per individuare un articolato di documento, certamente interessante, che non mancherà di essere esaminato e valutato con attenzione.

Per parte mia confermo che mi farò parte attiva perché gli organi accademici affrontino questa materia al più presto, insediando una commissione incaricata di pervenire alla formulazione di una proposta, largamente condivisa, da sottoporre successivamente alla deliberazione dei medesimi organi.
La cautela nell’affrontare la questione – ci tengo a precisare – non è dovuta alla sottovalutazione del tema, anche se va ricordato che esistono già precise norme in materia universitaria, amministrativa, civile e penale alle quali il nostro Ateneo ha sempre puntualmente saputo uniformarsi, ma ad un atto di rispetto verso quella consistente parte del Senato Accademico che era da rinnovarsi ed è entrato in carica solo il 1° novembre scorso. Questa scadenza e la contemporanea iniziativa adottata dal Ministro dell’Università e della Ricerca di incaricare un qualificato gruppo di esperti per predisporre le linee guida di un “Codice Etico” da trasmettere alle Università italiane hanno suggerito di evitare affrettate “fughe in avanti”, in alcun modo giustificate da una situazione di reale “emergenza”, come avrebbero richiesto eventuali palesi violazioni di legge, relativamente al nostro Ateneo.
Lo stesso Ministro dell’Università e della Ricerca in questi mesi ha dato priorità alla stesura di una “Carta dello Studente”, che guarda caso vede proprio affidata all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia la sua sperimentazione nazionale.
Di questo aspetto, cioè dell’impegno dei docenti verso l’importante comunità studentesca e, quindi, della responsabilità di fornire adeguati livelli di prestazione nell’attività di docenza non si parla nelle dichiarazioni rilasciate, trascurando che l’attenzione sull’impegno etico deve essere giustamente posta non solo sulla trasparenza delle carriere e delle procedure deliberative e decisionali, ma anche sulla lealtà ed il rispetto verso quegli studenti, ai quali ci è stato affidato dalla società il compito di dare loro la migliore formazione e preparazione.
Su questo terreno non siamo assolutamente in ritardo, ma abbiamo anticipato – anche grazie al prezioso lavoro del Nucleo di Valutazione, che siamo stati tra i primi ad insediare – parametri valutativi che consentiranno di introdurre rigore e tensione morale sia per quanto riguarda il complesso dell’attività didattica svolta che per quanto riguarda la ricerca, parametri che consentiranno di giungere all’adozione di un “Codice Etico” ispirato non tanto a generiche affermazioni di principio, ma piuttosto ad una declinazione corretta di propositi capaci di guardare a tutti gli aspetti del lavoro dei docenti e del personale.

(Il Rettore, Prof. Gian Carlo Pellacani)