
Ancora una volta le vittime sono due carabinieri; in questo caso quelli della locale Stazione di Fiorano Modenese intervenuti su richiesta di alcuni cittadini che segnalavano una coppia di stranieri girovagare lungo le strade del paese creando caos, pericolo alla circolazione stradale e scandalo. Le scene riportate dai video diffusi in rete, evidenziano un circo mediatico senza fine che continua ad offendere lo Stato alimentando sfiducia da parte dei cittadini verso le istituzioni nonché forte demotivazione nelle Forze dell’Ordine.
L’episodio dimostra ancora una volta quanto è difficile per gli uomini e le donne in uniforme le Forze di Polizia operare in una società profondamente ferita da un preoccupante degrado che va interrotto immediatamente, se necessario anche con l’uso della forza. Le leggi esistono, ma vanno applicate dando ad esse la giusta interpretazione e, soprattutto, devono produrre pene certe per chi delinque e tutele a favore di coloro che rischiano la vita per la sicurezza pubblica. Le due polarità che separano il male dal bene, devono essere scisse da un solco netto e invalicabile.
Purtroppo, l’attuale percezione degli appartenenti alla Forze di Polizia non è questa. Si nota, infatti, una chiara sproporzione tra le garanzie e i diritti riconosciuti a chi delinque e una ingenerosa quanto inaccettabile rigidità nei confronti di chi invece ha deciso di servire lo Stato per difendere la pace e la sicurezza.
L’associazione a carattere sindacale USMIA Sezione Carabinieri, augurando una pronta guarigione ai colleghi feriti, esprime i propri complimenti a tutti i Carabinieri del Sassolese intervenuti che, nonostante il forte condizionamento subito da una società pronta ad infierire contro le Forze dell’Ordine, sono riusciti ad assicurare alla Giustizia due soggetti in evidente stato di alterazione psicofisica che stavano creando caos e pericolo pubblico su una delle arterie stradali più trafficate di Fiorano Modenese.
(Il Segretario Generale USMIA – Unione Sindacale Militari Interforze Associati – Carmine Caforio)




