Gli autotrasportatori aderenti a CnaFita e Confartigianato hanno deciso la sospensione del fermo dell’agitazione del settore del trasporto che ha causato pesanti disagi negli ultimi tre giorni. L’annuncio è stato dato prima dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, al termine dell’incontro con le associazioni dell’autotrasporto, poi è stato confermato da Cna e Confartigianato.

La sospensione è arrivata grazie alle proposte avanzate dal Governo che “vanno nella direzione delle richieste della categoria”, come ad esempio il contratto obbligatorio scritto, le tariffe minime, l`osservatorio sui costi, la strategia dei controlli e gli interventi sul gasolio.

Sembra che per tornare alla completa normalità nella distribuzione dei generi alimentari ci vorrà circa una settimana, è la previsione della Coldiretti che mette in guardia da speculazioni e rincari. Pesanti le conseguenze nel terzo giorno di blocco per i rifornimenti alimentari, soprattutto per quanto riguarda latte, pesce, dall’ortofrutta, farine, soprattutto quelle per l’alimentazione degli animali, e carni. Federalimentare parla di danni alle aziende del settore per 210 milioni di euro al giorno. Fedagri-Confcooperative parla di ”danni incalcolabili” per l’ortofrutta. Quattromila tonnellate di pesce sono bloccate sulle strade e in pochi giorni il settore ittico rischia di mandare in fumo 40 milioni di euro. Mentre, secondo Coldiretti, sono condannati a morire di fame 30mila polli che hanno bisogno urgente di mangime per l’alimentazione.
Sembrano inoltre sempre più a rischio le consegne del latte fresco ”ancora possibili nel nord Italia –
sottolinea Luciano Sita, presidente di Legacoop Agroalimentare – praticamente ferme a Roma, nel Lazio, in Campania, in Puglia ed in Calabria. Abbiamo difficoltà – aggiunge Sita – anche nelle consegne di latte alle mense delle scuole e agli ospedali”.
Cia-Confederazione Italiana Agricoltura chiede di utilizzare i mezzi della Protezione civile, per assicurare la consegna di latte. Ed intanto aumenta l’elenco delle aziende che stanno fermando la produzione: dopo Bauli anche la Barilla ha annunciato il fermo di 9 stabilimenti. Fermi anche gli stabilimenti dei prodotti caseari di Granarolo e gli stabilimenti di macellazione di Unipeg (1.000 capi al giorno), le cui attività coinvolgono, tra addetti diretti ed indotto, 400 persone.