
Il tracciamento delle utenze telefoniche degli indagati e le varie testimonianze raccolte hanno consentito di identificare altri due giovanissimi i quali avevano pianificato un sistema a dir poco ingegnoso per ordinare, pagare e ritirare la droga. Le forniture, infatti, venivano richieste attraverso i canali di messagistica immediata e i pagamenti venivano eseguiti in Bit Coin, utilizzando per la necessaria registrazione una carta di identità di un loro congiunto a cui erano state modificate le date di emissione e scadenza atteso che la stessa, in realtà, non era più valida. Le consegne, infine, prevedevano la spedizione dei pacchi presso un esercizio commerciale del paese, dove li ritiravano. Conclusi tutti gli accertamenti, quindi, a carico dei due ragazzi è scattata la denuncia alla Procura dei Minori di Bologna per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso e falsità materiale commessa da privato.




