Il consiglio di amministrazione ha approvato, infatti, la richiesta di altrettante aziende di entrare nella compagine sociale del Centro modenese per il trasferimento tecnologico.
“Si compie così- spiega il Presidente Alberto Mantovani- un ulteriore passo importante per radicarci sempre di più nel tessuto imprenditoriale ed essere in condizione di ascoltarne le esigenze per fornire risposte efficaci alla domanda di innovazione”.
I dieci nuovi soci sono, nel dettaglio, otto aziende che provengono da diversi settori cardine della economia modenese – dalla meccanica al biomedicale, passando per l’energia – e due associazioni consortili private. Si aggiungono ai 58 soci che due anni fa hanno costituito il Centro, nato dalla fusione tra Democenter e Consorzio Sipe, Comune di Modena, Provincia di Modena, Camera di Commercio, Associazioni di categoria, Fondazioni bancarie, ma soprattutto Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e 34 aziende.
“Il nostro obiettivo- continua Mantovani- è essere sempre più un ponte efficace tra il mondo della ricerca ed aziende, stringendo legami sempre più solidi con entrambi”.
Un impegno che ha portato, in questi primi due anni, a sviluppare servizi sempre più efficaci. I laboratori del Centro- per fare due esempi- hanno così aperto le porte a 215 imprese, mentre 66 eventi di informazione e dimostrazioni tecnologiche hanno coinvolto 2.585 persone di oltre 1400 aziende.
Ma quali sono i vantaggi per le imprese socie?
“Far parte del Centro, e non limitarsi solo ad utilizzarne i servizi- spiega il Direttore Enzo Madrigali- incrementa le occasioni per conoscere quanto si muove sul fronte della Ricerca e per ottenere nuovi servizi, più adeguati alle proprie esigenze. In questo modo, si stringe inoltre un rapporto più stretto con le altre aziende che hanno aderito, rafforzando il confronto e le possibilità di collaborazione”.




