
«Per garantire la legalità nella fase post terremoto non bastano le norme e l’azione dello Stato; è necessario un controllo sociale del territorio esercitato da sindacati, imprese ed enti locali – afferma Chiatto –. Se pensiamo alle recenti fuoriuscite di componenti della Consulta per la legalità, riteniamo che a Reggio Emilia, dove nella Bassa c’è l’unico Comune della regione che venne sciolto per mafia, è essenziale avere un organismo attivo, efficace e partecipato per il contrato alla illegalità. Dobbiamo fare rete, non possiamo delegare la prevenzione ai fenomeni mafiosi solo alle prefetture, forze dell’ordine o magistratura, che pure stanno facendo un lavoro encomiabile».
È necessario dare attuazione ai protocolli appalti e legalità già sottoscritti tra parti sociali stipulanti e laddove non ancora presenti realizzare accordi in tal senso.
Il segretario Cisl ricorda che un certo presidio del territorio è assicurato già oggi da organismi come i Ctp (Comitati tecnici paritetici, enti bilaterali costituiti da imprese e sindacati) e rlst (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza), che rappresentano veri e propri “termometri” su quanto avviene nei cantieri, in particolare sulla sicurezza del lavoro.
«Lo scambio di esperienze e informazioni tra organi dello Stato e parti sociali può rappresentare un antidoto alle infiltrazioni – aggiunge Cinzia Zaniboni, segretaria generale del sindacato edili Filca Cisl Emilia Centrale – Vanno rilanciati gli osservatori provinciali sugli appalti pubblici, potenziate le banche dati esistenti, creati archivi dei professionisti (tecnici, consulenti del lavoro ecc.) e delle imprese, verificando la loro storia lavorativa. Il rating di legalità e lo storia delle imprese deve costituire negli appalti pubblici maggior punteggio premiante per l’affidamento dei lavori.
A livello nazionale, invece, bisogna approvare la legge sulla qualificazione delle imprese, parificare i contributi dei lavoratori autonomi rispetto ai dipendenti e – conclude la segretaria degli edili Cisl – vietare i subappalti nei lavori privati della ricostruzione».




