
Le sigle sindacali presenti, rappresentate da Cesare Pizzolla (Cgil) e Alessandro Bonfatti (Cisl) concordano dell’evoluzione negativa che il mercato del lavoro ha avuto negli ultimi 15 anni, frutto di politiche industriali deboli e di misure come il Jobs Act che hanno destabilizzato ulteriormente le sicurezze economiche dei lavoratori.
“Il tema salariale è centrale, spiega Pizzolla, ridare potere d’acquisto alle famiglie, significa potenziare nuovamente il mercato interno. La nostra provincia era tra i maggiori produttori di autobus in Europa, ora che necessitiamo di cambiarne molti, non abbiamo più le aziende produttrici, questo è un esempio di come le politiche industriali non siano incentrate sull’occupazione e sulle necessità del territorio”.
Marco Modena, rappresentante di Legambiente nel Distretto, concorda su alcuni punti: “Un territorio inquinato come il nostro deve migliorare fortemente sul piano ecologico e ridurre le emissioni, credo nella catena che potrà unire imprese, sindacati e lavoratori”.
Le conclusioni del Presidente d’Italia del Futuro Davide Nostrini, che guarda con concretezza al cambiamento in atto: “Il nostro territorio è fortemente manifatturiero, convertire la produzione è più complesso di convertire dei servizi, richiede risorse, formazione dei lavoratori e nuove strategie produttive. La transizione ecologica non può creare ulteriori poveri o diseguaglianze, migliorare l’ambiente è un obiettivo fondamentale, ma come giungeremo ad esso, decreterà un successo ambientale e una rinascita sociale o una pesante disfatta”.




