
Sarebbero circa 170 le tonnellate di rifiuti edili provenienti dall’industria delle demolizioni utilizzate come sottofondo per il piazzale e la relativa carraia di accesso. Dopo avere individuato il fornitore deli inerti, una società di Correggio operante nel settore, i militari hanno proseguito gli accertamenti investigativi presso il sito di provenienza, effettuando un immediato controllo dell’azienda. Il materiale fornito è risultato però privo di documentazione in grado di attestare la legittima origine dei rifiuti e, men che meno, il loro avvenuto recupero. Da qui, la conferma che il materiale utilizzato come sottofondo per la realizzazione del piazzale e della strada di accesso è da intendersi “rifiuto speciale pericoloso”.
Le problematiche contestate dai militari non si fermano qui: la società, infatti, è risultata completamente priva della prevista autorizzazione per il trattamento di rifiuti. Nonostante ciò, presso la sede della ditta erano presenti due cumuli di inerti, anche questi qualificabili come rifiuti da costruzione e demolizione, posti in sequestro preventivo dai Carabinieri Forestali. Il provvedimento è stato poi convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari: si tratterebbe in totale di quasi mille metri cubi di rifiuti.
È stato quindi deferito alla Procura di Reggio Emilia il presunto responsabile, dipendente della società, al quale sarebbero addebitabili non solo le responsabilità legate alla gestione dei rifiuti all’interno del complesso aziendale ma anche la realizzazione dei lavori effettuati nella campagna reggiana, con l’illecito smaltimento sul suolo di rifiuti edili. Ora si auspica una rapida rimozione dei rifiuti ed il ripristino dello stato dei luoghi.
Un altro esempio di minaccia al patrimonio naturale della Provincia, ostacolata dai Carabinieri Forestali, grazie alla quotidiana attività di contrasto ai rischi in danno di ambiente ed ecosistemi.




