Al via la Summer School “Digital Humanities and Digital Communication: AI and (new) literacies” organizzata dal Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali di Unimore nell’ambito del Corso di Dottorato in Scienze Umanistiche, in collaborazione con la Fondazione Marco Biagi e il Centro Interdipartimentale di ricerca sulle Digital Humanities (DHMoRe).

La quarta edizione della Summer School diretta dalla prof.ssa Marina Bondi, che si terrà a Modena dal 12 al 16 giugno presso la sede della Fondazione Marco Biagi, si propone come momento di riflessione su quanto i progressi tecnologici continuino a trasformare il modo in cui pensiamo, comunichiamo, lavoriamo e viviamo, soffermandosi in particolar modo sui nuovi strumenti di Intelligenza Artificiale e sugli effetti a lungo termine che questa può avere sulla società e sugli individui.

Oggi il significato di alfabetizzazione si è esteso ben oltre il suo tradizionale senso: nel corso degli anni abbiamo infatti dovuto fare i conti con l’alfabetizzazione informatica, l’alfabetizzazione mediatica, quella visiva e multimodale e più recentemente l’alfabetizzazione dell’intelligenza artificiale.

Le possibilità create dalle nuove tecnologie richiedono molteplici competenze semiotiche (verbale, visiva, sonora, spaziale e gestuale), influendo enormemente sulle modalità di ricezione, percezione ed elaborazione delle informazioni, e quindi sulla diffusione delle conoscenze.

“La rivoluzione digitale apre nuovi orizzonti intellettuali, arricchendo la varietà e la capacità delle metodologie che possono essere adottate nella ricerca umanistica, anche in campi come la linguistica, la storia e l’educazione – commenta la prof.ssa Marina Bondi – ma il recente sviluppo di strumenti come ChatGPT e DALL-E2 suscita un’inevitabile preoccupazione per gli effetti a lungo termine che l’intelligenza artificiale generativa può avere sulla società e sugli individui”.

L’IA minerà le capacità e le abilità umane, diminuendo il desiderio di pensare, scrivere o disegnare per il piacere di farlo? O potrebbe trasformarsi in un’alleata, stimolando nuove forme di creatività umana e percorsi di ricerca alternativi? Sono queste le domande centrali della nuova edizione della Summer School 2023, che tenterà di affrontare il tema in chiave multidisciplinare, offrendo ai partecipanti l’opportunità di esplorare al tempo stesso alcuni dei recenti progressi nel campo delle scienze umanistiche digitali in workshop pratici.

Il programma di quest’anno – continua la prof.ssa Bondisi sviluppa tra le lezioni dei relatori e relatrici e workshop in cui i giovani ricercatori avranno modo di presentare i risultati del proprio lavoro e ricevere un riscontro dagli esperti invitati. L’approccio sarà molto operativo e darà la possibilità di misurarsi con attività concrete di analisi già predisposte dai nostri docenti negli spazi didattici del corso”.

Per maggiori informazioni e il programma dettagliato della Summer School: https://www.summerschooldigitalhumanities.unimore.it/