
Dalle verifiche effettuate e dalle dichiarazioni rese dalle vittime è emerso che all’interno del locale vi erano delle zone privé dove le ragazze lavoratrici, oltre ad effettuare spettacoli di spogliarello, si intrattenevano con i clienti per avere contatti intimi, noti alla titolare, a seguito dei quali vi era una suddivisione del guadagno derivante dalla permanenza nel privé.
Lo stesso locale notturno era il luogo all’interno del quale i clienti avevano la possibilità di accordarsi con le ragazze per successivi incontri esterni, volti alla consumazione di rapporti sessuali completi, a seguito dei quali la titolare nel night club richiedeva il versamento di una percentuale delle cifre pagate dai fruitori delle prestazioni sessuali.
Il locale notturno, nel giugno di quest’anno era già stato fatto oggetto di un provvedimento di sospensione dell’attività da parte del Questore di Bologna ex art. 100 T.U.L.P.S., per la durata di 15 giorni, dopo che era stata riscontrata la presenza di una lavoratrice minorenne e di altri otto lavoratori in nero, privi di regolare contratto di lavoro, oltre alla presenza al suo interno di avventori con precedenti penali e di polizia.




