
Cosa tiene insieme Apronia, una matrona romana, le donne detenute nella Casa delle malmaritate a Bologna, e una figura femminile della poesia, Amanda Baker? E Saman giovane fanciulla immigrata dal Panjab e Mahsa ragazza curda-iraniana?
Esse condividono la comune condizione di vittime di una violenza che assume nella storia forme sempre nuove, ma la cui radice rimane la stessa. Violenza e uccisione da parte del partner; vessazioni e omicidio legati alla dote e ai beni; gravidanza forzata; matrimonio precoce e combinato; vessazioni fisiche e psicologiche, torture, stupri e omicidi da parte di forze e apparati di Stato, sono tante diverse espressioni di un’unica violenza. Tutte le società patriarcali, di qualsiasi epoca e contesto geografico, hanno usato e continuano ad usare il femminicidio come forma di controllo e punizione sociale sulle donne. L’uccisione delle donne, come fenomeno mondiale (e purtroppo come emergenza italiana), ad opera di mariti, amanti, padri, conoscenti e sconosciuti, di guardie sedicenti della moralità, non può essere ascritta a una inspiegabile devianza, a un raptus.
Ogni parola spesa per ricordare le vittime di tanta violenza e il loro anelito alla vita e ad essere liberamente se stesse schiude un orizzonte di speranza per le donne che verranno.
Il testo teatrale sarà interpretato dalle attrici Sofia Buttini, Melissa Pincelli, Caterina Triglia, Laura Zucchi e accompagnato all’arpa da Cecilia Cuccolini. La produzione gode del patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Sassuolo, il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio, la collaborazione di Associazione Culturale STED e di Temple Theater.




