
Gli indagati, per ostacolare l’intervento delle forze di polizia, avevano posizionato altri due furgoni rubati sulla sede stradale, bloccando totalmente la circolazione dei mezzi e collocando sulla stessa, nelle immediate adiacenze, numerosi chiodi a quattro punte.
Un sopralluogo eseguito dalla polizia giudiziaria nei luoghi di commissione del delitto, aveva
consentito il rinvenimento e sequestro di una grossa mazza con manico in legno, utilizzata per sfondare la porta a vetri e parte delle vetrine di mostra della merce trafugata, su cui le analisi del R.I.S. Carabinieri di Parma avevano esaltato tracce biologiche, riconducibili all’indagato arrestato qualche giorno fa a Milano dopo un lungo periodo di ricerche.
L’uomo arrestato era stato già ripetutamente condannato per reati di furto aggravato.
In occasione dell’interrogatorio di garanzia l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere.





