
“Nei miei incontri coi cittadini non vengo mai a rassicurare, ma ad avvertire di stare sempre vigili contro i fenomeni mafiosi – ha proseguito Nicola Gratteri -. Prima erano a macchia di leopardo, adesso sono sistematici. Ci sono meno atti di violenza rispetto ad un recente passato, ma il fenomeno mafioso non è per nulla regredito. Se un imprenditore si rivolge agli usurai, è la fine della sua azienda. Se l’azienda va male, meglio portare i libri in tribunale e ricominciare da zero. Non restare soli ma rivolgersi a chi può ascoltare ed aiutare, come può farlo un’associazione come CNA. Non chiedete aiuto quando siete alla ‘canna del gas’: le mafie sono piene di contanti perché vendono cocaina e hanno bisogno di riciclare tutto quel denaro in attività legali. Le mafie esistono perché il potere ha bisogno delle mafie. E allora bisogna essere coerenti su da che parte stare quando si è avvicinati da fenomeni chiaramente mafiosi. Perché se un mafioso entra in un’azienda sana, quell’uno poi forma una comunità che si radica. Una comunità che poi vota e fa votare. E il problema da economico diventa politico”.
CNA ha invitato il procuratore Gratteri nell’incontro dal titolo “Impresa e legalità, la sfida alle infiltrazioni mafiose”. “Il principio della legalità è scolpito nei valori della CNA – così ha introdotto l’incontro Antonio Gramuglia, Presidente CNA Bologna -. Abbiamo promosso questo incontro per far capire ai magistrati che non sono soli nella loro lotta alla criminalità, noi imprenditrici e imprenditori li sosteniamo, siamo con loro”. “Il Procuratore Gratteri ci ha fatto capire che oltre ai mafiosi sono altrettanto pericolosi i loro complici, quelli che li appoggiano – ha concluso il Direttore Generale CNA Bologna Claudio Pazzaglia -. I corpi intermedi come CNA possono essere un baluardo per spezzare queste complicità, la nostra associazione è una comunità di 35.000 persone tra imprenditori, cittadini e pensionati. E CNA può essere un utile punto di ascolto per chi ha bisogno”.




